ADR CLP HP 3 sigle a confronto
Marzo 11, 2021 SOGEAM Nessun commento

In questo articolo accenneremo a tre diverse normative, tutte importanti, che sono direttamente o indirettamente collegate alla gestione dei rifiuti aziendali. In questi brevi cenni vedremo dei punti di raccordo tra queste diverse discipline.

L’ADR è l’accordo europeo per il trasporto di merci pericolose su strada, cui hanno aderito diversi Paesi, anche extraeuropei. I rifiuti, siano essi pericolosi o non, se sono considerati pericolosi ai fini del trasporto ADR, devono sottostare anche a quest’ultima normativa per quanto concerne l’imballaggio, l’etichettatura, la marcatura, ecc.

Il regolamento CLP, da “Classification, Labelling and Packaging”, riguarda invece la normativa sulla classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche e delle miscele. Ha quindi come oggetto i prodotti chimici. Il regolamento CLP recepisce il GHS (globally harmonized system of classification and labelling of chemical), con lo scopo di stabilire una base comune e coerente per il pericolo chimico. Il GHS è un sistema di identificazione e comunicazione del pericolo chimico, valido a livello globale tra tutti gli Stati. Il regolamento CLP individua con la lettera “H” le diverse classi di pericolosità di un prodotto.

La sigla HP riguarda invece la classificazione dei rifiuti pericolosi. Viene utilizzata per individuare le diverse caratteristiche di pericolo dei rifiuti. Le 15 HP previste dal regolamento 1357/2014 dovranno essere riportate su tutti i documenti riguardanti la gestione dei rifiuti stessi (formulari e registro rifiuti). Inoltre le HP di pericolo determinano come deve essere etichettato l’imballaggio che contiene i rifiuti.

Dopo questo breve cenno su cosa rappresentano queste 3 sigle, ADR, CLP e HP vediamo qual è la relazione tra loro.

Il raccordo tra le indicazioni di pericolo HP e il regolamento CLP ha portato il legislatore italiano a stabilire che, a partire dal 01 giugno 2015, ci sono tre modi per attribuire una “indicazione di pericolo” HP ad una sostanza ed il relativo pittogramma HP:

  • Comparare la concentrazione di una certa sostanza avente una indicazione di pericolo con il limite stabilito (ossia in base alla classificazione fatta ai sensi del Regolamento CLP);
  • Eseguire una sperimentazione con un metodo di prova riconosciuto per dimostrare se una particolare caratteristica di pericolosità è presente (analisi chimica);
  • Eseguire un calcolo teorico in alcuni casi particolari.

Va detto che “laddove una caratteristica di pericolo di un rifiuto è stata valutata sia mediante una prova che utilizzando le concentrazioni di sostanze pericolose come indicato nell’allegato III della direttiva 2008/98/CE, prevalgono i risultati della prova.”

Ciò conferma la «prevalenza dei test» e la sua importanza.

Ai fini del raccordo tra la normativa sulla classificazione dei rifiuti e le disposizioni ADR è necessario evidenziare che:

  • Non esiste di fatto una correlazione diretta tra la normativa ADR e la normativa sui rifiuti (d.lgs. 152/2006 s.m.i.).
  • Nel TUA (Dlgs 152/2006) non ci sono indicazioni su come ricondurre i rifiuti pericolosi alla codifica di merci pericolose ai sensi dell’ADR.
  • Non è sufficiente che un rifiuto sia pericoloso per poter essere assoggettato alla normativa ADR.
  • Allo stesso modo un rifiuto non pericoloso potrebbe essere considerato merce pericolosa e assoggettato alla normativa ADR.

La seguente tabella mette a confronto queste 3 diverse normative evidenziando la differente etichettatura in base alla normativa a cui si fa riferimento. Come si può notare, a determinate classi di pericolo “H” (provenienti dal Regolamento CLP), corrispondono determinate classi di pericolo “HP” di rifiuto. In alcuni casi, affinché un rifiuto possa essere classificato come pericoloso, la frase di riferimento “H” deve superare determinate percentuali (vedasi ad esempio il codice HP4).

Alcune precisazioni:

La caratteristica di pericolo HP4 non si applica se il rifiuto è classificato come HP8.

L’attribuzione della caratteristica di pericolo HP 14 è effettuata secondo i criteri stabiliti nell’allegato VI della direttiva 67/548/CEE del Consiglio.

1 2 3 4 5 6
Codice HP Significato Frasi H di
riferimento
Concentrazione Etichette
CLP
Etichette
ADR
HP1 Esplosivo H200
H201
H202
H203
H204
H240
H241
Esplosivo
Esplosivo
1 1 4
1 5 1 6
HP2 Comburente H270
H271
H272

Comburente

Comburente

5 1

HP3 Infiammabile

H220
H221
H222
H223
H224
H225
H226
H228
H242
H250
H251
H252
H260
H261

Infiammabile
Infiammabile
3 4 4B 4C
HP4 Irritante H314
H315
H318
H319
1%
20%
10%
20%
Irritante
Irritante
HP5 Tossicità specifica per organi bersaglio
(STOT) / Tossicità in caso di aspirazione
H370
H371
H335
H372
H373
H304
1%
10%
20%
1%
10%
10%
IrritanteNocivo
HP6 Tossicità acuta H300(1)
H300(2)
H301
H302
H310(3)
H310(4)
H311
H312
H330(5)
H330(6)
H331
H332
0,1%
0,25%
5%
25%
0,25%
2,5%
15%
55%
0,1%
0,5%
3,5%
22,5%
Tossico Tossico 6 
HP7

Cancerogeno

H350
H351
0,1%
1,0%
silhoueteTossico a lungo termine
HP8 Corrosivo H314 5% CorrosivoCorrosivo 8
HP9 Infettivo 6B
HP10 Tossico
per la riproduzione
H360
H361
0,3%
3,0%
silhouete
HP11 Mutageno H340
H341
0,1%
1,0%
silhouete
HP12 Liberazione di gas
a tossicità acuta
EUH029
EUH031
EUH032
HP13 Sensibilizzante H317
H334
10%
HP14 Ecotossico

H400
H411
H412
H413

≥ 0,25%
≥ 2,5%
≥ 25%
≥ 0,1%
Pericoloso per l'ambientePericoloso
per l’ambiente
9
HP15 Rifiuto che non
possiede direttamente
una delle caratteristiche
di pericolo summenzionate
ma può manifestarla
successivamente
H205(7)
EUH00(8)
EUH019(9)
EUH044(10)

(1) Acute Tox. 1 (Oral) – (2) Acute Tox. 2 (Oral) – (3) Acute Tox. 1 (Dermal) – (4) Acute Tox. 2 (Dermal) – (5) Acute Tox. 1 (Inhal.) – (6) Acute Tox. 2 (Inhal.) – (7) Pericolo di esplosione di massa in caso di incendio – (8) Esplosivo allo stato secco – (9) Può formare perossidi esplosivi – (10) Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato

Scarica la Tabella – Courtesy of Università degli Studi di Brescia

 

Avatar
Written by Antonio Moffa