Come scritto in un precedente post pubblicato il 27 settembre 2020 (Leggi l’articolo del blog) il DLGS 116 del 3 settembre 2020 aveva introdotto importanti modifiche al DLGS 152/2006 (il cosiddetto Testo Unico Ambientale – TUA).

Attestazione di avvenuto smaltimento e DLGS 116/2020 del 3 settembre 2020

Una delle novità più impattanti del DLGS 116 era stata la modifica dell’articolo 188 comma 5 del TUA in tema di responsabilità della gestione dei rifiuti.

Nello specifico il DLGS 116 introduceva la famosa “Attestazione di avvenuto smaltimento”; in particolare i titolari degli impianti avrebbero dovuto redigere questo documento per escludere da ogni responsabilità i produttori dei rifiuti conferiti in:

D13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D12;
D14 Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D13;
D15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14.

Questo nuovo documento aveva creato parecchi dubbi interpretativi in ordine agli aspetti applicativi visto che non esisteva un modulo ufficiale a cui fare riferimento. Ad esempio, non era indicato chiaramente chi dovesse dichiarare l’avvenuto smaltimento: l’impianto che riceve il rifiuto in D13, D14 o D15 oppure il destinatario finale che effettua il definitivo smaltimento? Inoltre nel decreto medesimo non erano state indicate delle tempistiche precise entro cui emanare tale attestazione.

Attestazione di avvenuto smaltimento e DL 77 del 31 maggio 2021

A complicare la questione ci ha pensato il decreto legge del 31 maggio 2021 N. 77 recante: “Governance del piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”.

Infatti, l’articolo 35 del DL 77 ha cambiato le parole adottate nel DLGS 116 da Attestazione di “avvenuto smaltimento” in Attestazione di “avvio al recupero o smaltimento”.

Tale articolo recitava infatti: le parole “un’attestazione di avvenuto smaltimento” sono sostituite dalle seguenti: “un’attestazione di avvio al recupero o allo smaltimento”.

Quindi, con questo DL si era gettata ulteriore benzina sul fuoco. Anche il nostro legislatore non pareva avere le idee molto chiare.

Attestazione di avvenuto smaltimento e legge 108 del 29 luglio 2021

Fortunatamente, a risolvere la situazione, è intervenuto in nostro soccorso la legge di conversione dello stesso DL 77/21 ossia la legge 108 del 29 luglio 2021.

Infatti la legge di conversione ha riformulato nuovamente l’articolo 188 comma 5 DLGS 152/2006 facendo chiarezza su questo tema e ponendo fine ai dubbi interpretativi nati in precedenza.

L’ultima versione dell’articolo 188 comma 5 (per intenderci, quella attualmente in essere) è la seguente:
“Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni intermedie di smaltimento, quali il raggruppamento, il ricondizionamento e il deposito preliminare di cui ai punti D13, D14, D15 dell’allegato B alla parte quarta del presente decreto la responsabilità per il corretto smaltimento dei rifiuti è attribuita al soggetto che effettua dette operazioni”.

Con la legge 108/2021 si pone così fine alla serie di interpretazioni nate su questo tema. Almeno per il momento l’attestazione di avvenuto smaltimento non è più presente nel panorama legislativo sui rifiuti.

Per ora, fino a quando non interverranno nuove modifiche a tale articolo, la responsabilità per il corretto smaltimento dei rifiuti è attribuita al soggetto che effettua queste operazioni di raggruppamento, ricondizionamento o stoccaggio.
Per chi volesse approfondire ulteriormente questo tema qui di seguito il link del testo della legge di conversione n. 108 del 29 luglio 2021.

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Written by Antonio Moffa