L’emergenza COVID-19 ha cambiato le nostre abitudini quotidiane. Indossiamo guanti e mascherine per andare al lavoro, per fare la spesa, e per compiere le azioni più semplici. Anche negli ospedali, sempre più affollati, c’è un utilizzo smodato di questo tipo di protezioni sanitarie. La richiesta aumenta, tanto che trovare le mascherine è diventato quasi un’impresa impossibile. I rifiuti sanitari in questi giorni di emergenza sono aumentati vertiginosamente. Le aziende attive nella gestione dei rifiuti ospedalieri, per supportare adeguatamente le strutture sanitarie più colpite dall’emergenza si sono viste costrette a triplicare le attività di raccolta e gestione rifiuti presso gli ospedali, aumentando personale e mezzi impegnati nelle operazioni. Il sistema rischia di collassare nel giro di poche settimane se negli ospedali arriveranno altri pazienti.

Alcune associazioni che si occupano del servizio hanno lanciato l’allarme: “Nell’attuale grave situazione di emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Covid-19 gli oltre 90mila addetti delle imprese della gestione dei rifiuti stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Chiediamo alle istituzioni impegnate, come noi, nella lotta al virus di garantirci, in questa fase di emergenza, certezza ed adeguato supporto per gestire al meglio le inevitabili difficoltà operative che si sono determinate”, hanno spiegato la Fise Assoambiente e Fise Uncircular chiedendo al governo “una moratoria riguardo le prossime scadenze degli adempimenti ambientali per consentire alle aziende di effettuare le necessarie scelte organizzative ed operative per sopperire alle carenze del personale”. Le associazioni del settore chiedono quindi al governo di chiarire in tempi brevi come gestire la situazione e di riorganizzare il servizio. 

Una prima risposta a queste richieste è stata data con il Decreto Legge “cura Italia” pubblicato sulla G.U. del 17/3/2020 n. 18 che ha prorogato la scadenza del MUD dal 30 aprile 2020 al 30 giugno 2020. Si attendono altre misure per supportare le difficoltà del settore a seguito dell’emergenza che ci troviamo ad affrontare.

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Written by Antonio Moffa