Si tratta di uno dei documenti principali nella gestione dei rifiuti e contiene le informazioni sulle caratteristiche
quali/quantitative dei rifiuti prodotti e/o gestiti.

Soggetti obbligati alla tenuta del registro

L’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti è disciplinato dall’art. 190 del d.lgs. 152/2006 (sostituito
dall’articolo 16 del d.lgs. 205/2010) ed è previsto per i seguenti soggetti:

  • soggetti che effettuano a titolo professionale attività di raccolta e traspoto di rifiuti;
  • soggetti che svolgono le operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti;
  • commercianti e intemediari di rifiuti senza detenzione degli stessi;
  • imprese ed enti che producono rifiuti pericolosi;
  • consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuti;
  • produttori iniziali (che hanno più di 10 dipendenti) di rifiuti non pericolosi: A) derivanti da lavorazioni industriali e artigianali; B) costituiti da fanghi prodotti da potabilizzazione delle acque , altri trattamenti delle acque reflue, abbattimento dei fumi;
  • imprese agricole con un volume di affari annuo superiore a 8.000 € limitatamente ai rifiuti pericolosi;
  • gestore di servizio idrico integrato;
  • autorità portuali, ove istituite, o autorità marittime per quanto riguarda i rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnate nei porti.

 

Modello di registro

Il D.M. 148/1998 contiene il modello di registro e le relative istruzioni per la compilazione. E’ istituito un “Modello A” per

le attività di produzione, recupero, smaltimento, trasporto, intermediazione e commercio con detenzione di rifiuti, ed un

“Modello B” per le attività di intermediazione e commercial senza detenzione.

TENUTA DEL REGISTRO DI CARICO E SCARICO

I registri di Carico e Scarico devono essere vidimati presso la CCIAA competente per territorio. Ad oggi la vidimazione di 1
registro (di 100 pagine) Costa € 25,00.

Devono essere tenuti secondo le procedure e le modalità del registro IVA e devono essere conservati presso il luogo di
produzione e/o gestione dei rifiuti.

La compilazione dei movimenti di carico e scarico deve avvenire entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto o
all’avvio a smaltimento/recupero degli stessi. Questi ultimi movimenti devono essere integrati con i formulari di trasporto
Rifiuto (e con je schede Sistri).

Tutti i registri essere conservati per cinque anni dalla data dell’ultima movimentazione effettuata.

REGISTRO Modello “A” produttori

Dopo il frontespizio, le pagine del registro sono tutte uguali. Ogni movimento di carico o scarico deve essere riferito ad
un singolo CER, ad un singolo stato fisico e nel case dello scarico, ad un singolo formulario.

Le pagine interne del registro sono suddivise in cinque colonne.

Prima colonna del registro

Nella prima colonna del registro di Carico e Scarico deve essere contrassegnata l’operazione di carico o scarico alla quale
si riferisce la registrazione che si sta effettuando, barrando la Casella opportuna deII’operazione.

Del: inserire la data dell’operazione di Carico o di Scarico, in case di operazione di scarico, inserire la data di inizio trasporto.

N: inserire il numero del movimento. La numerazione è progressive e ogni anno si ricomincia da 1. Se nel corso dell’anno si utilizzano più registri, il primo numero del nuovo registro sarà numericamente successive rispetto
all’ultimo numero del precedente registro e così via.

Formulario n. (da compilare in caso di operazioni di scarico): inserire il numero identificativo del formulario (codice
composto da lettere e numeri, prestampato sul formulario, in genere posizionato in alto a destra dello stampato) e la data
di emissione del formulario (quello in alto a destra).

Rif. operazioni di carico (da compilare solo in case di operazioni di scarico): riportare il numero del registro riferito
all’operazione di Carico dello stesso rifiuto. Naturalmente possono essere presenti più operazioni di Carico per un unico
Scarico.

Seconda colonna del reqistro

CER: scrivere il CER del rifiuto oggetto del carico o dello scarico. L’attribuzione del CER spetta al produttore, é buona prassi attribuirlo all’inizio del rapporto con il destinatario e con il trasportatore del rifiuto, verificando inoltre che entrambi i soggetti siano autorizzati per quel determinato CER.

Descrizione: scrivere la descrizione del rifiuto avendo cura di riportare l’aspetto esteriore dei rifiuti, per consentire di identificare il rifiuto “con il massimo grado di accuratezza”, tenendo conto del fatto che la descrizione del CER non è sempre esaustiva.

Stato fisico: indicate Io stato fisico del rifluto (1. Solido pulverulento, 2. Solido non pulverulento, 3. Fangoso palabile, 4. Liquido)

Classe di pericolosità: indicate la Classe di pericolosità (HP) corrispondente al rifiuto (solo per i rifiuti pericolosi).

Rifiuto destinato a (da compilare solo in case di operazioni di scarico): Va barrato il campo dello smaltimento o del recupero e inserendo il codice D o R, a seconda della destinazione del rifiuto.

Terza colonna

Nella terza colonna deve essere riportata la quantità del rifiuto prodotto o smaltito in kg oppure in litri.

Quarta colonna:

La compilazione del Iuogo di produzione e attività di provenienza del rifiuto va indicate solamente dai soggetti che effettuano l’attività di manutenzione delle infrastrutture.

Qualora le operazioni di gestione dei rifiuti sano effettuate tramite un soggetto che abbia svolte un’attività di intermediazione, si devono riportare i dati societari ed il numero di iscrizione (autorizzazione) alla categoria 8.

Quinta colonna

Annotazioni: riportare eventuali informazioni aggiuntive che si ritengano utili, ad esempio il numero della Scheda SISTRI nel case di movimentazione di rifiuti pericolosi.

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Written by Antonio Moffa