In questo articolo parleremo di una importante novità introdotta dal Decreto Legislativo n. 116 del 3 settembre 2020 che solleverà diversi dubbi in merito alla sua applicabilità: l’attestato di avvenuto smaltimento. 

La nuova versione dell’art. 188 (entrata in vigore il 26 settembre) prevede quanto segue:

Art. 188 (Responsabilita’ della gestione dei  rifiuti)  

Comma 1.  

Il produttore iniziale, o altro detentore, di rifiuti provvede  al  loro trattamento   direttamente   ovvero   mediante    l’affidamento    ad intermediario, o ad un commerciante o alla loro consegna a un ente  o impresa che effettua le operazioni di trattamento dei rifiuti,  o  ad un soggetto  addetto  alla  raccolta  o  al  trasporto  dei  rifiuti, pubblico o privato, nel rispetto della Parte IV del presente decreto. 

Comma 4. 

La consegna dei rifiuti, ai fini del trattamento, dal produttore iniziale o dal detentore ad uno dei soggetti di cui al comma  1,  non costituisce esclusione automatica della responsabilita’ rispetto alle operazioni di effettivo recupero o smaltimento. Al di fuori dei  casi di concorso di persone nel fatto illecito e di  quanto  previsto  dal regolamento (CE) n. 1013/2006, la responsabilita’  del  produttore  o del detentore per il recupero o smaltimento dei  rifiuti  e’  esclusa nei seguenti casi: 

    a) conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta; 

    b) conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attivita’di recupero o di smaltimento a  condizione  che  il  detentore  abbia ricevuto il formulario di cui all’articolo 193 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di  conferimento dei rifiuti al  trasportatore  ovvero  che  alla  scadenza  di  detto termine  il  produttore  o  detentore   abbia   provveduto   a   dare comunicazione alle autorita’ competenti della mancata  ricezione  del formulario.  Per  le  spedizioni  transfrontaliere  di  rifiuti,  con riferimento ai documenti previsti dal regolamento (CE) n.  1013/2006, tale termine e’ elevato a sei mesi e la comunicazione  e’  effettuata alla Regione o alla Provincia autonoma.”

A prescindere dal fatto che il nuovo comma 1, oltre al detentore, cita  anche “il produttore iniziale” mentre nella vecchia versione si faceva riferimento esclusivamente al detentore, la grande novità arriva dal c. 5:

Comma 5.

Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati  alle operazioni   di   raggruppamento,   ricondizionamento   e    deposito preliminare di cui ai punti D13, D14, D15 dell’allegato B alla  Parte IV del  presente  decreto,  la  responsabilita’  dei  produttori  dei rifiuti per il corretto  smaltimento  e’  esclusa  a  condizione  che questi  ultimi,  oltre  al  formulario  di  identificazione   abbiano ricevuto un’attestazione di avvenuto smaltimento, resa ai  sensi  del decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445, sottoscritta dal titolare dell’impianto da cui risultino,  almeno,  i dati dell’impianto e del titolare, la quantita’ dei rifiuti  trattati e  la  tipologia  di  operazione  di   smaltimento   effettuata.   La disposizione di cui al presente comma si applica sino  alla  data  di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 188-bis,  comma  1, in cui sono definite, altresi’, le modalita’ per la verifica ed invio della comunicazione dell’avvenuto smaltimento dei rifiuti, nonche’ le responsabilita’ da attribuire all’intermediario dei rifiuti”. 

Quindi se il produttore iniziale o il detentore conferisce i rifiuti  a soggetti autorizzati per attività di recupero (R) nulla cambia rispetto a quanto sopra indicato. Viceversa, se lo stesso conferisce ad un impianto che riceve i rifiuti in D13 (Raggruppamento preliminare)  D14 (Ricondizionamento preliminare) D15 (Deposito preliminare) non sarà sufficiente ricevere la quarta copia del formulario ma il produttore iniziale/detentore, affinché si chiami fuori da ogni responsabilità, dovrà altresì ricevere un attestato di avvenuto smaltimento che dovrà contenere le seguenti informazioni:

  • dati dell’impianto;
  • dati del titolare dell’impianto;
  • quantità dei rifiuti trattati;
  • tipologia di operazione di smaltimento effettuata;
  • infine, la dichiarazione deve essere sottoscritta dal titolare dell’impianto ai sensi del DPR 445/2000.

Nulla in più, riguardo questo punto, dice il Dlgs 116/2020 lasciando diversi dubbi interpretativi circa l’appilcabilità di questo documento. Innanzitutto non è chiaro chi debba rendere questa dichiarazione : l’impianto ricevente che effettua le operazioni di D13, D14, D15 oppure l’impianto finale ?  Se dovesse essere l’impianto finale, dato che una buona percentuale di rifiuti finisce in impianti stranieri, perché un impianto estero dovrebbe rilasciare una dichiarazione di questo tipo visto che l’obbligo è imposto da una legge italiana ? Altro problema: entro quanto tempo deve essere rilasciata questa dichiarazione ? Mentre per la ricezione del formulario viene fissato il termine di tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore,  la norma non fissa alcun termine per la ricezione di questo attestato. 

Come si può intuire parecchi dubbi sorgono sull’effettiva applicabilità di questo istituto. L’unica consolazione è che questo documento ha una vigenza provvisoria, in quanto l’ultima parte del comma 5 prevede che questa modalità sia valida sino a quando non sarà emanato un futuro Decreto che definirà le modalità per la verifica ed invio della comunicazione dell’avvenuto smaltimento. Nel frattempo, non possiamo che augurarci che nei prossimi giorni il legislatore chiarisca questi aspetti che non sono di poco conto e che lasciano esposte a rischi e responsabilità per il corretto avvenuto smaltimento, le imprese che conferiscono i propri rifiuti ad impianti di puro stoccaggio.

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Written by Antonio Moffa