IMPIANTI IN ITALIA: FACCIAMO IL PUNTO
Aprile 30, 2021 SOGEAM Nessun commento

In questo articolo presenteremo una fotografia aggiornata al 2018 degli impianti di recupero e smaltimento rifiuti presenti in Italia. Divideremo questi impianti per tipologia di attività. Queste informazioni sono tratte dal rapporto elaborato dal centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) con il contributo delle agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale (arpa / anpa).

Come già più volte scritto in questo blog, ogni rifiuto è destinato ad un proprio processo di trattamento che può andare da forme di recupero più o meno efficaci a tipologie di smaltimento diverse.

La tendenza in questi anni è quella di incentivare sempre di più la cosiddetta economia circolare, il cui scopo ultimo è quello di creare una filiera tale per cui si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico.

Nonostante si stia andando sempre più in questa direzione, rimane strategica la presenza in Italia di impianti di smaltimento adeguati a gestire il flusso di rifiuti da trattare.

Secondo l’ultimo rapporto Ispra gli impianti di recupero di materia sono 4.425 e costituiscono il 41% della dotazione impiantistica nazionale. Al secondo posto per presenza, ci sono gli impianti di stoccaggio di rifiuti in attesa di essere sottoposti a successive operazioni di recupero / smaltimento; questi sono 1.762 e rappresentano il 16,2% del totale.

Per quanto riguarda gli impianti di Incenerimento finale questi sono 82 e l’analisi evidenzia che sono presenti soprattutto al Nord (47). Ne deriva che la maggior parte dei rifiuti speciali destinati all’incenerimento sono ‘bruciati’ al Nord (84,7% del totale).

Per quanto riguarda le discariche (310) sono suddivise in discariche per rifiuti inerti (149), discariche per rifiuti non pericolosi (150) ed infine discariche per rifiuti pericolosi (11).

Dal grafico a torta che segue possiamo farci un’idea a colpo d’occhio della presenza degli impianti in Italia e della loro diversa funzione.

Impianti in Italia anno 2018

Fonte: Rapporto ISPRA 2020

Tutti i rifiuti che non vengono trattati in Italia sono esportati all’estero.

La quantità totale di rifiuti speciali esportata nel 2018 è stata pari a 3,5 milioni di tonnellate, a fronte di una importazione di 7,3 milioni di tonnellate. Il 64,3% dei rifiuti esportati (oltre 2,2 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 35,7% (oltre 1,2 milioni di tonnellate) da rifiuti pericolosi.

I maggiori quantitativi di rifiuti esportati sono destinati alla Germania, 957 mila tonnellate e sono prevalentemente rifiuti pericolosi (658 mila tonnellate).

Rifiuti speciali esportati per Paese di destinazione 2018

Fonte: Rapporto ISPRA 2020

Per chi fosse interessato ad approfondire questo tema cliccando sul seguente link può scaricare il rapporto rifiuti speciali 2020 con i relativi dati di sintesi.

https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/rapporti/rapportorifiutispeciali_ed-2020_n-322_versionedati-di-sintesi_agg02_10_2020.pdf

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Written by Antonio Moffa