Riparare o sostituire - In arrivo il diritto alla riparazione
Giugno 14, 2024 Green Economy Nessun commento

Il diritto alla riparazione, sempre più forte nel contesto europeo, propone misure per facilitare la riparazione dei beni difettosi o usurati garantendo ai consumatori un facile accesso ai servizi di riparazione e ai pezzi di ricambio ad un prezzo ragionevole.

L’economia circolare è un modello economico che punta a ridurre al minimo i rifiuti e ad utilizzare in maniera efficiente le risorse esistenti attraverso il riuso, la riparazione, la rigenerazione e il riciclo dei prodotti e dei materiali.

Quando si parla di riparazione dei prodotti si fa riferimento alle Direttive (EU) 2019/771 e (EU) 2020/1828.

Le direttive, parte del Green Deal europeo, nascono per promuovere il consumo sostenibile, supportare l’economia circolare e facilitare la transizione verde, migliorando allo stesso tempo la fiducia dei consumatori e riducendo i costi associati ai nuovi acquisti.

La richiesta del diritto alla riparazione si è fatta strada nel Parlamento Europeo con un esito positivo e sembrerebbe essere arrivata ad un punto di svolta.  Il processo, in atto già da qualche tempo, quest’anno ha visto l’approvazione del regolamento sul “diritto alla riparazione” da parte del Parlamento Europeo.

In fin dei conti promuovere la riparabilità dei beni di consumo è un passo cruciale verso la realizzazione dell’economia circolare poiché comporta senza dubbio una riduzione dello smaltimento prematuro dei prodotti, ma anche della domanda di nuove risorse e una riduzione delle emissioni di gas serra.

Ma cosa si intende per “diritto alla riparazione”?

Il diritto alla riparazione si basa sull’idea che sia un diritto dei consumatori quello di riparare i propri beni invece di sostituirli, contribuendo alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dei rifiuti elettronici e non.

Il “riparatore” viene inteso come qualsiasi persona fisica o giuridica che, nel quadro della propria attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, fornisce un servizio di riparazione, compresi i fabbricanti e i venditori che forniscono servizi di riparazione e i fornitori di servizi di riparazione indipendenti o collegati a detti fabbricanti o venditori.

Ma vediamo quali sono le principali disposizioni introdotte


Promuovere la riparazione dei beni: facilitando la riparazione dei beni acquistati dai consumatori, sia entro che oltre la responsabilità del venditore stabilita dalla Direttiva (UE) 2019/771, servizi di riparazione tempestivi ed economicamente vantaggiosi e che informino i consumatori sui loro diritti alla riparazione. I beni riparati in garanzia beneficeranno di un’ulteriore estensione di un anno della garanzia legale, incentivando ulteriormente i consumatori a scegliere la riparazione anziché la sostituzione. Una volta scaduta la garanzia legale, il produttore è comunque tenuto a riparare i comuni prodotti domestici che sono tecnicamente riparabili secondo il diritto comunitario, come lavatrici, aspirapolvere e persino smartphone. In caso contrario, il produttore può offrire un prodotto rigenerato​​. Inoltre, i produttori possono subappaltare la riparazione per adempiere al loro obbligo.

Uniformità delle regole: dovranno essere stabilite regole uniformi per facilitare la fornitura transfrontaliera dei servizi di riparazione e la concorrenza tra i riparatori nel mercato interno.

Trasparenza e fiducia: migliorare la fiducia dei consumatori nei servizi di riparazione tramite l’introduzione di un modulo informativo europeo standardizzato per le riparazioni. Questo strumento aiuta i consumatori a valutare e confrontare i servizi di riparazione (dettagliando la natura del difetto, il prezzo e la durata della riparazione). Il modulo dovrà contenere dettagli sul servizio di riparazione, inclusi il prezzo, i tempi di riparazione, e la garanzia sui servizi offerti.

Inoltre, per semplificare il processo di riparazione, verrà istituita una piattaforma online europea con sezioni nazionali per aiutare i consumatori a trovare facilmente officine di riparazione locali, venditori di beni ricondizionati, acquirenti di articoli difettosi o iniziative di riparazione comunitaria.

La piattaforma sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE e verrà mantenuta dalla Commissione​​.

Prezzi ragionevoli: la riparazione deve essere offerta a un prezzo ragionevole, per incoraggiare modelli di business sostenibili tra i produttori.  Per rendere le riparazioni più accessibili, ogni Stato membro potrebbe implementare misure per promuovere la riparazione, come voucher e fondi per le riparazioni.

Accesso ai pezzi di ricambio: i produttori devono rendere disponibili i pezzi di ricambio per il periodo stabilito dalle leggi dell’Unione Europea e ad un prezzo che non scoraggi la riparazione.

Diritti dei consumatori: rafforzare i diritti dei consumatori consentendo loro di richiedere la riparazione da qualsiasi fornitore di loro scelta.

Sostenibilità: ridurre lo smaltimento prematuro dei beni e promuovere il consumo sostenibile con la riduzione dei rifiuti, la domanda di risorse e le emissioni di gas serra;

Concludendo, la Direttiva approvata dal Parlamento Europeo, che dovrà poi essere recepita dagli Stati Membri, mira a garantire il diritto di riparazione dei dispositivi elettronici e altri beni di consumo. Promuovere un modello di consumo sostenibile favorendo un ciclo di vita dei beni che comprenda il riutilizzo, la riparazione e il ricondizionamento genera benefici per l’ambiente ma anche per i consumatori, evitando loro i costi associati ai nuovi acquisti a breve termine.


Fonti:
Council of the European Union, “Proposal for a DIRECTIVE OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on common rules promoting the repair of goods and amending Regulation (EU) 2017/2394, Directives (EU) 2019/771 and (EU) 2020/1828 [2023/0083 (COD)]”, 2023/0083(COD), Brussels, 14 February 2024, 6461/24


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Maria Francesca Di Blasio
Written by Maria Francesca Di Blasio