Errori formulari
Maggio 20, 2020 SOGEAM Nessun commento

Come già indicato in precedenti articoli, il formulario di identificazione rifiuti è uno dei documenti cardine nel campo dello smaltimento dei rifiuti. In particolare, l’art. 193 comma 1 del Dlgs 152/2006 , in tema di trasporto di rifiuti , prescrive che essi siano accompagnati da un formulario di identificazione (FIR) . In un video pubblicato sul nostro sito spieghiamo come compilare il formulario di identificazione (video).

La violazione degli obblighi di tenuta dei suddetti formulari comporta l’applicazione dell’art. 258 del DLGS 152/2006 il quale, al comma quarto, punisce chi indica nel formulario rifiutidati incompleti o inesatti, prevedendo, quale conseguenza punitiva, l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da contenersi tra i 1.600 e i 9.300 euro.

Il comma successivo prevede, poi, un’ipotesi di responsabilità attenuata laddove le informazioni mancanti o inesatte siano comunque ricostruibili. L’art. 258 comma 5 Dlgs 152/2006 stabilisce, infatti, che «si applica sempre la sanzione amministrativa da euro 260 a euro 1.550 allorché le indicazioni di cui ai commi 1 e 2 siano formalmente incomplete o inesatte ma i dati riportati nella comunicazione al catasto, nei registri di carico e scarico, nei formulari di identificazione dei rifiuti trasportati e nelle altre scritture contabili tenute per legge consentono di ricostruire le informazioni dovute. La stessa pena si applica se le indicazioni di cui al comma 4 sono formalmente incomplete o inesatte ma contengono tutti gli elementi per ricostruire le informazioni dovute per legge […]».

Quindi se un’Azienda commette degli errori nella compilazione dei formulari, a seconda che si rientri nel quarto o nel quinto comma dell’art. 258 del TUA abbiamo differenti conseguenze punitive.

La domanda che ci poniamo è: nel caso ci siano più formulari incompleti o inesatti si può applicare la disciplina del “cumulo giuridico delle sanzioni”? Infatti, l’art. 8 secondo comma della legge 689/81 stabilisce che “salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con un’azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo. Alla stessa sanzione prevista dal precedente comma soggiace anche chi con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno posto in essere in violazione di norme che stabiliscono sanzioni amministrative, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse norme di legge in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie.”

Il punto su cui vogliamo soffermare la nostra attenzione è il riferimento “alla materia di previdenza ed assistenza obbligatorie. Tale principio può essere esteso anche alla materia ambientale?

Il caso è stato portato all’attenzione della Corte Costituzionale. Infatti un giudice del Tribunale di Imperia era stato chiamato a decidere in merito alla correttezza della sanzione comminata dalla Provincia di Imperia nei confronti di un’Azienda che aveva effettuato il trasporto di rifiuti speciali non pericolosi; nella fattispecie era stata irrogata una sanzione di 16.200 € nei confronti del soggetto che in 8 formulari non aveva indicato la quantità dei rifiuti trasportati (ingiunzione emessa dalla Provincia di Imperia il 2 aprile 2014).

I ricorrenti avevano impugnato l’ingiunzione della Provincia ricorrendo presso il Tribunale ordinario di Imperia ed invocando l’applicabilità dell’istituto del “cumulo giuridico delle sanzioni” ex art. 8 comma 2 Legge 689/91. Il giudice chiamato a decidere aveva sospeso il giudizio e sollevato la questione di legittimità alla Corte Costituzionale nella parte in cui la disposizione in esame limita l’applicabilità del cumulo giuridico delle sanzioni alle sole violazioni delle leggi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie. Il giudice a quo denunciava la disparità di trattamento derivante dalla limitazione dell’ambito applicativo del cumulo giuridico delle sanzioni amministrative alle sole violazioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria, con ciò escludendolo per tutte le altre; tale limitazione violerebbe l’art. 3 comma primo della Costituzione (principio di uguaglianza) determinando un’irrazionale disparità di trattamento tra chi commette violazioni in materia previdenziale e assistenziale e chi, invece, commetta illeciti amministrativi in altri settori dell’ordinamento.

Nel caso di specie, la Corte costituzionale, con ordinanza del 2 dicembre 2015, n. 270 ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata, ritenendo compatibile l’art.3 della Costituzione con i diversi regimi sanzionatori. Precisano infatti i Giudici della Suprema Corte che è nel potere discrezionale del legislatore prevedere il cumulo giuridico per le sanzioni penali; quindi è perfettamente legittima l’esistenza di un sistema che prevede l’applicazione della sanzione più grave aumentata sino al triplo per gli illeciti previdenziali ed un sistema differente che prevede il cumulo materiale (una sanzione per ogni violazione) per tutte le altre sanzioni amministrative.

L’orientamento dato dalla Corte Costituzionale risulta chiaro: in caso di errori commessi su più formulari si deve applicare il cumulo materiale delle sanzioni e non quello giuridico. Al reato di trasporto di rifiuti speciali non pericolosi, effettuato con 8 formulari incompleti, le sanzioni amministrative applicabili sono altrettanto otto. Detto in altri termini, in caso di errori commessi su più formulari, uno vale uno.

Avatar
Written by Antonio Moffa